black-and-white, human-figure, waterscape, photography, natureQuesta è una storia di cacciatori, i tonnaroti, e delle loro prede – i giganteschi tonni, un numero apparentemente infinito di Moby Dick. Sale Sudore Sangue è la loro storia, narrata dall’Ismaele in questione, Francesco Zizola.

Gli avvenimenti raccontati negli spazi cavernosi dell’Exmà non sono adatti alle persone deboli dicuore. E’ un diario visivo che raccoglie il susseguirsi di giorni, mesi, anni. Assaporiamo il sale del mare mescolato al sudore del duro lavoro che irrigidisce i vestiti e gocciola nella bocca, negli occhi e nelle orecchie dei pescatori. Dagli scogli della costa sarda guardiamo verso il mare mentre i nostri uomini salpano sui pescherecci prima dell’alba. Il sole estenuante brunisce loro la pelle, la faccia, le braccia e i loro muscoli tesi lottano come in un match di wrestling con pesi, reti e pesci ammagliati. A bordo aspettiamo di veder riemergere i subacquei dopo aver recuperato le prede involontariamente finite nelle loro reti.

Per cinque anni, l’autore ha vissuto e lavorato in simbiosi con la stagione della pesca al tonno, documentandone e raccogliendone sia i piccoli dettagli che l’essenza – i coltelli, le reti, la dedizione e l’orgoglio dei tonnaroti, il mare osservato da diversi punti di vista.

Il diario visivo raccontato da Francesco Zizola fluisce seguendo l’andamento delle maree, la

direzione del vento e le leggi degli uomini delle tonnare sarde.

Ognuno ha il suo ruolo sul palcoscenico delle ultime tonnare rimaste nel Mar Mediterraneo.

 

Il tonno rosso (Thunnus thynnus) ha attraversato le acque di Portoscuso e Porto Paglia per migliaia di anni, e per tutti questi anni i tonnaroti, guidati dal Rais (il nostro Ahab), hanno calato le loro reti utilizzando le antiche tecniche tramandate di padre in figlio dai predatori arabi.

Reti lunghe anche quattro chilometri che tracciano forme simili a quelle di un dipinto di Mirò.

Seguendo l’intricato labirinto della tonnara, Sale Sudore Sangue spinge lo spettatore ad andareoltre, ad addentrarsi nel suo sistema strategico di reti, dentro le camere che sono testimoni della lotta tra la vita e la morte delle loro prede. Dalle reti più larghe, dove i tonni girano in cerchio, fino alla lotta finale quando le reti si stringono intorno agli enormi animali, costringendoli ad arrendersi alla loro brutale e sanguinosa fine – la loro camera della morte e la loro danza della morte – la mattanza , dove gli uomini conquistano la vittoria nella battaglia con la bestia mitica.

Deanna Richardson

 

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