Belgian Autumn. A Confabulated History.

La vicenda degli Assassini del Brebante rappresenta per molti aspetti un episodio storico insolitamente deprecabile. Non solo perché il gruppo di criminali tra il 1982 e il 1985 ha compiuto una serie di feroci rapine a mano armata e altri crimini, uccidendo 28 persone e ferendone altre 40, ma anche perché l’incompetenza deplorevole e persino sospetta mostrata delle autorità giudiziarie belghe, che non sono riuscite a risolvere questo delicatissimo caso, rappresenta un fallimento per l’intero paese. Il sottotitolo A Confabulated History, che Jan Rosseel ha dato al progetto fotografico multimediale Belgian Autumn, sembra pertanto particolarmente adatto a questa vicenda. La definizione di confabulazione viene fornita nel suo libro: “Riempire le lacune della memoria tramite costruzioni che la mente crede essere fatti. La maggior parte dei casi di confabulazione è sintomatica di danni cerebrali o demenza.” Questo splendido saggio visivo è il frutto della mente di Rosseel, che molti anni fa ha metaforicamente riportato danni cerebrali in quanto figlio di una delle 28 vittime assassinate. Il metodo della confabulazione è pertanto adatto a Rosseel, e offre una soluzione legittima alla rappresentazione di una vicenda così complessa e problematica. L’approccio confabulato di Rosseel rispetto a questa storia incompiuta gli consente di alternare una schiettezza provocatoria a un’enigmatica obliquità. Da questa nuova dimensione artistica Rosseel riesce a trovare il modo per accettare la grottesca assenza di risposte proveniente sia dai colpevoli che dalle autorità giudiziarie. Soprattutto, la sua maturità genera nel lettore/fruitore empatico la consapevolezza che c’è del bello nel male, offrendo così al pubblico una visione morale del mondo leggermente anticonformista.