Black & White

Francesco Zizola è fotografo, Francesco Zizola è giornalista, Francesco Zizola è italiano. Fotografie. Tante. Momenti drammatici, scatti fugaci che immortalano istanti di vita, di morte. Zizola documenta brani di storia contemporanea. Attraverso il suo occhio, realtà lontane nello spazio diventano terribilmente vicine, familiari, comprensibili. Africa, Asia, Americhe, ricchi e poveri, pace e guerra, a colori o in bianco e nero, le sue fotografie sono legate da quel senso dello spazio, dell’armonia, della misura tutto italiano. E’ quel senso di classicità che rendeva unico un innovatore come Modigliani nella Parigi di inizio Novecento, o Alberto Burri nel panorama dell’arte informale, che affonda le proprie radici nella cultura del saper vedere ciò che si guarda. Quella capacità di individuare l’assoluto nel quotidiano, senza cercarlo, senza volerlo, perché innato in chi è cresciuto facendo dello sguardo il proprio mestiere.

“Non puoi accettare passivamente quel che ti da la macchina, la scelta è tua” afferma Zizola in una intervista a Michele Smargiassi , e così una gabbietta appoggiata sul parapetto davanti allo skyline di Lanzhou in Cina diventa monumentale, richiamando il senso di sospensione e di assoluto della quattrocentesca Città ideale di Urbino. E’ una questione di scelte, appunto. E così anche la giovane seduta alla luce di una lampadina è una moderna Maddalena di George de la Tour o il giovane che guarda volare in proprio aquilone trasmette lo stesso senso di leggerezza e stupore di alcune composizioni di Tiepolo, teatrali ma misurate, nella certezza che anche l’impossibile possa divenire reale. Molteplici sono i riferimenti possibili, riconoscibili e condivisibili, che da Zizola vengono usati come citazioni lontane, non necessariamente o facilmente individuabili, ma capaci, grazie alla sua sensibilità artistica, di farci dimenticare il chi, il dove, il perché dei suoi scatti, per condurci con delicatezza ad entrare nell’assoluto delle opere d’arte.

- Laura Mocci